Chiesa di San Grato

Pubblicato da il 30 aprile 2014

Chiesa di impianto barocco in laterizio a vista
Tratto da artestoria.net
S. Grato: sorge circa 250 metri a sud-est del cimitero. Risale probabilmente alla seconda metà del sec. XVII; fu voluta, secondo la tradizione, dall’intero paese come ex voto dopo una grandinata distruttiva. Citata per la prima volta nel 1685 [Ravazzotto 2005, p. 40]. Nel 1725 era a pianta centrale con cella di m 7 x 8, tamburo ottagonale, solida, ma ancora spoglia: risultava utilizzata solo nel giorno di S. Grato; vi era una tela (ora perduta) rappresentante la Madonna col Bambino e i Ss. Grato e Carlo; l’ingresso era preceduto da un pronao [Sassone 2001, pp. 3-4]. Documenti dell’archivio comunale attribuiscono a Giovanni Battista Scapitta un integrale restauro, senza indicare date [Ieni 1982, pp. 242, 250]. Nel 1767 iniziarono importanti lavori; si rifecero coro e altare; nel 1769 fu realizzata la porta (mastro Giuseppe), si comprò un’acquasantiera a Frassinello; nei primi anni ’70 Pietro Guala dipinse due quadri (Sacra Famiglia, Maddalena) e sulla volta le quattro Virtù cardinali; venne rifatto il pavimento; nel 1773 fu ricostruito il portico [Allemano 2006, p. 512]. Nel 1874 la chiesa risultava ancora a pianta centrale con affreschi: leVirtù cardinali ai lati della cupola e sulla sommità S. Grato nell’atto di estinguere un incendio e di proteggere da fulmini e tempesta. Dopo il 1939 fu ampliata (la lunghezza passò da m 8 agli attuali m 14) [Sassone 2001, pp. 4-5]. Il portico antistante fu abbattuto nel 1981 perché pericolante. 

Struttura in mattoni fatti a mano (di cm 8 x 13 x 25), con inserti di altri laterizi di varie dimensioni [Sassone 2001, pp. 78, 80]. Un bel frontone curvilineo conclude la facciata. La cupola è celata da un grande tiburio ottagonale. Interno con navata unica divisa in due parti: un vano principale d’ingresso (m 6.4 x 5.6) coperto da una cupola ellittica su quattro pennacchi, cui segue il presbiterio voltato a crociera e l’abside semicircolare con volta a catino. La cupola è dipinta di blu; al centro è effigiato S. Grato entro un cerchio, da cui si dipartono otto raggi gialli; le figure sui pennacchi sono mal conservate [Sassone 2001, p. 19].