Chiesa Parrocchiale di San Salvatore

Pubblicato da il 30 giugno 2014

Possibili strutture originarie risalenti al 1143 (Bolla di Papa Innocenzo II).

Su terza colonna, navata laterale a sinistra è scolpito il numero M.IIII.L.XXXI – 1481 possibile anno di costruzione o intervento

Probabile trasformazione della chiesa tra il 1521 e il 1529 da parte di Mercurino Arborio di Gattinara (cancelliere dell’impero sotto Carlo V con interesse sui testi profetici, che spiegherebbe la rara iconografica dei Profeti sui “peducci” della navata centrale).

Prima data certa 1578 come da iscrizione (“Maenstro Michaele Moratto de Novi a fatto questa opera 1578”).

Decorazione interna rinnovata nel 1828 (Vincenzo Zanini di Casale).

L’installazione dell’organo (nel 1904) ha determinato la chiusura dei rosoni di facciata e l’ingrandimento delle finestre sulla navata destra con perdita di intonaco affrescato.

Negli anni ‘50 riscoperti cicli di pitture di varie epoche (affresco di bottega spanzottiana nella quarta campata laterale sinistra).

Il campanile che sorge a poca distanza sia dalla chiesa che dal castello, probabilmente è stato ricavato da un vecchio torrione dell’antico fortilizio.

L’ impianto della chiesa di San Salvatore è di matrice tardogotica. Il fabbricato è quasi interamente costruito in mattoni e presenta pianta longitudinale suddivisa in tre navate da colonne (capitelli in pietra con singolari rilievi non ancora studiati). La facciata è scandita da quattro contrafforti con pinnacoli. Nella parte centrale sopra il portale d’ingresso, la finestra tamponata e le due monofore potrebbero derivare dall’intervento dei primi anni del Novecento.

La navata centrale è coperta con volta a padiglione, quelle laterali da volte a crociera.

Abside a pianta poligonale con volta a nervature.

L’apparato decorativo evidenzia una stratificazione di pitture tra il Quattrocento ed il Settecento. I testi più completi, sulla volta della navata centrale, in riquadri e finte specchiature con figure dell’Assunta e dell’Eterno incorniciate da volute e costolonature. Nelle navate laterali, i frammenti di affresco della prima campata a destra (San Martino, il martirio di Santa Agata ed una Madonna in trono) e della seconda campata (San Giovanni Battista) risalgono alla seconda metà del Quattrocento. I medaglioni monocromi con i Profeti sui peducci degli archi sono certamente della prima metà del Cinquecento.

Nell’ultima campata della navata sinistra gli affreschi (Annunciazione e trittico con San Sebastiano) sono attribuiti a Giovanni Martino Spanzotti (1455-1528).

Per maggiori informazioni artestoria.net