Chiesa parrocchiale di San Giacomo

Pubblicato da il 7 agosto 2014

Tratto da artestoria.net

Chiesa parrocchialeS. Giacomo: al centro del paese, sotto la cerchia di costruzioni che corrisponde al perimetro dell’antico ricetto. Costruzione iniziata nel 1582, su progetto di Domenico Scovazino; subentrò come parrocchiale a S. Maria Maggiore, che però già da anni era stata sostituita per le funzioni religiose dalle chiese, oggi non più esistenti, di S. Giovanni e S. Giacomo [Allemano 2006, pp. 531-32]. La sacrestia fu realizzata in seguito a un voto nel 1701 e ampliata nel 1710. Nel 1741 fu eretta la Via Crucis. La chiesa subì diversi restauri nel corso del sec. XVIII. Nel 1791 fu rialzata la volta del presbiterio e del coro, su progetto di Giovanni Antonio Vigna, che riprese con qualche modifica disegni del marchese Giovanni Francesco Bellone. Il campanile fu ricostruito agli inizi del sec. XIX. Bussola, orchestra e cassa dell’organo furono realizzati da Francesco Jura su disegno di Tommaso Audisio (1838). La chiesa fu consacrata il 2/9/1860 da mons. Nazari di Calabiana [AD 1991, p. 186; Grignolio 1993, p. 92;Allemano 2006, p. 554]. Il concerto di campane è stato fuso nel 1925. 

Facciata neoclassica intonacata; in una lunetta sopra la porta c’è un dipinto raffigurante S. Giacomo, di Andrea Conti (primi anni ’80 del sec. XX). Interno a navata unica con quattro cappelle per lato, ricche di stucchi. La navata è voltata a botte; il presbiterio ha volta a calotta; l’abside semicircolare è coperta da un catino diviso in tre spicchi. Le volte furono affrescate dai fratelli Ivaldi (1858-59) [AD 1991, p. 186] con scene raffiguranti Angeli musicanti, laVocazione di Pietro, la Predica delle Beatitudini, il Martirio di S. Giacomo, la Gloria dello Spirito Santo. A Pietro Ivaldi si devono anche tre riquadri affrescati nell’abside che raffigurano la Madonna con S. Giacomo, l’Annunciazione e la Nascita di Maria. Altare maggiore di marmo policromo intarsiato acquistato dalla parrocchiale di San Germano e qui sistemato nel 1793; il tabernacolo custodisce una stauroteca. Sopra i passaggi laterali dell’altare sono posti due angeli reggitorcia di stucco dipinto. Entro due nicchie nel presbiterio sono contenute le statue settecentesche della Madonna e di S. Giuseppe. Parte della parete sinistra del presbiterio è costituita da un tramezzo ligneo, su cui è appesa una tela coi Ss. Sebastiano, Antonio Abate e Rocco; di fronte c’è un’altra tela con leSs. Orsola, Lucia, Caterina, Apollonia e Agata: entrambe le opere sono di Giorgio Alberini (della seconda è noto il contratto risalente all’agosto del 1605; il pittore prometteva di terminare il dipinto nei quattro mesi successivi) [Bianchi 2013b, p. 202]. Nel coro si conserva una tela ex voto per lo scampato pericolo in seguito ad una incursione di alemanni nel 1691 [Allemano 2006, p. 251]. Bella balaustrata marmorea. Le cappelle laterali sono separate da semicolonne sorreggenti una trabeazione decorata con festoni e ghirlande di frutti e fiori. Vi sono tre tele del Moncalvo: Madonna del Rosario (ca. 1610) [Romano 1970, p. 98 n. 2] al terzo altare di destra; Assunta coi Ss. Francesco e Caterina d’Alessandria (ca. 1610) [Romano 1984, p. 539] al quarto altare di destra; Salita al Calvario[Romano 1968, p. 85], al quarto altare di sinistra, con stemmi abbinati dei Bellone d’Altavilla e dei della Sala (forse commissionata da Bartolomea della Sala nel 1601 alla morte del primogenito Ottavio). In una nicchia della parete destra di questa cappella è riposta una statua lignea della Madonna del Rosario col Bambino, di Gerolamo Lurasco (1739), che in settembre veniva portata in processione alla chiesa di S. Maria al cimitero [Grignolio 1993, pp. 92-94; Allemano 2006, pp. 542-43]. Al secondo altare di destra è posta una tela raffigurante la Madonna col Bambino e i Ss. Stefano e Antonio da Padova intercedenti per le anime purganti, di Antonio Francesco Mellana (1737) [Allemano 2006, p. 541]; nella prima cappella di sinistra c’è una tela col Battesimo di Cristo (sec. XVII). Una bella statua settecentesca dell’Addolorata è situata in una nicchia della seconda cappella di sinistra. Il pulpito tardo-settecentesco è opera di Giuseppe Accatino [Allemano 2006, p. 545]. Organo di Luigi Lingiardi (1840), ampliato da Giovanni Mentasti (1880) e da Giuseppe Gandini (1905) [Cavallo 2000b; Allemano 2006, pp. 554-55]. La sacrestia è un allargamento del presbiterio: vi si trovano alcuni reliquiari (il più elegante è quello di S. Liberata), un bell’ostensorio, varie corone per la statua della Madonna [Grignolio 1993, p. 94].